Ginnastica posturale e risveglio propriocettivo - A.S.D. CENTRO SCIENZE MOTORIE E SHIATSU

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Ginnastica posturale e risveglio propriocettivo

Attività > Dott.sa Alla Kochelenko


LA GINNASTICA POSTURALE E RISVEGLIO PROPRIOCETTIVO


La postura va quindi definita all'interno di un concetto dinamico: La postura è l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale. In altre parole “è il modo con cui reagiamo alla forza di gravità e comunichiamo” (Morosini, 2003).
Essa, pertanto, come un’impronta digitale, varia per ogni individuo.  
A differenza di tutti gli altri mammiferi quadrupedi, l'uomo deve attendere circa 6 anni per ottenere una postura stabile. All'età di 5-6 anni, infatti, si formano e stabilizzano le curve vertebrali e ciò avviene grazie
alla maturazione estero-propriocettiva del piede che è quindi il primo responsabile delle modificazioni delle curve vertebrali in posizione eretta. Contemporaneamente maturano la masticazione (con la comparsa dei primi molari) e la deglutizione. La dentatura che Il bimbo forma, a partire dal primo anno di età, si forma in funzione del piano occlusale che, a sua volta, è determinato dalla sua postura (la mandibola sembra seguire il bacino come un’ombra), che man mano va assumendo, ma anche dell’utilizzo della lingua che, con i suoi 17 muscoli (estrinseci più intrinseci), assieme al piede, risulta essere il più importante conformatore organo-funzionale. La lingua infatti influenza direttamente la crescita mandibolare, mascellare e la morfogenesi delle arcate dentarie; la funzionalità dei muscoli masticatori dovrà, per forza di cose, assecondare la disarmonia presente con riflessi sulle più importanti catene muscolari. Un allineamento non consono della testa implica, dato il suo peso (pari a circa 1/7 del peso corporeo nell’adulto) e la sua posizione, compensazioni di tutto il corpo innescando così potenzialmente un circolo vizioso di effetti perturbanti ascendente-discendente.  
Le due emi arcate mandibolari (destra e sinistra) costituiscono insieme alla I vertebra cervicale
(atlante) il "treppiedi" su cui poggia il cranio tutte le volte che i denti entrano in contatto fra loro

(deglutizione, masticazione ecc.). E’, grazie a questo stabile sostegno temporaneo che il nostro sistema di equilibrio, tramite i recettori neurosensoriali e il sistema mio fasciale, mantiene in sospensione la testa. La dimensione verticale occlusale risulta pertanto un parametro particolarmente critico per il corretto allineamento craniale e, di riflesso, per la salute dell'organismo in generale (Formia, 2009).
Occorre altresì tener presente, ad es., che la zona dell'articolazione temporomandibolare è ricca di vasi sanguigni e nervi (fra cui il ganglio del nervo trigemino) e pertanto altamente algogena . Va infine segnalato l’esistenza di una piccola area (ca. 1 cmq), denominato “punto spot” o “spot linguale”, situata tra la base degli incisivi centrali superiori e la prima ruga palatina, ricca di esterocettori terminali del
nervo naso-palatino (ramo del nervo trigemino) coinvolti nel meccanismo dell’informazione posturale (Halata & Baumann, 1999). In condizioni fisiologiche, la lingua è adagiata sul palato in stato di riposo mentre durante l’atto deglutitorio la sua estremità anteriore si appoggia proprio sul “punto spot” effettuando così una sorta di riprogrammazione posturale (che può alterarsi in caso di deglutizione atipica). E’ lo stesso processo di riprogrammazione, di riconvergenza uomo-ambiente che avviene a ogni passo grazie al piede.  
Le disfunzioni dell’apparato stomatognatico e dell’appoggio podalico sono quindi legate a un doppio filo e condizionano in maniera importante la nostra postura e quindi la nostra intera salute.

Habitat e stile di vita “artificiali”
L’uomo  ”civilizzato” ha creato un habitat, molto diverso da quello naturale, le cui superfici dove esso di norma vive (terreno piano, sedie, scrivanie) sono del tutto sfavorevoli per la biomeccanica e la fisiologia umana. Tale ambiente artificiale comporta inesorabilmente problematiche psico-fisiche tra cui, a partire dai primi passi, alterazioni posturali.  
Quello che la geniale fisioterapista francese Francoise Mezieres aveva intuito, prima dell'avvento delle analisi posturali con specifici e moderni dispositivi elettronici, è stato da questi ultimi pienamente confermato:"L'iperlordosi lombare è sempre primaria". Gli studi dimostrano infatti che il nostro organismo, il nostro sistema posturale e dell'equilibrio, reagiscono al terreno piano creando una iperlordosi lombare. di cui protagonista primario risulta il forte muscolo ileo-psoas (Pacini, 2000). L'iperlordosi lombare si presenta di norma “spalmata” lungo tutto il tratto lombare (classico caso di iperlordosi lombare con probabile prevalenza di azione delle fibre centrali del muscolo psoas - Myers, 2001) e quindi compensata, di conseguenza, con un eccessivo e ampio inarcamento opposto a livello dorsale (ipercifosi dorsale) e una rettilinizzazione del tratto cervicale (quest'ultima si forma come reazione all'iperlordosi cervicale, che sarebbe consequenziale alle prime due curve, ma che non consentirebbe di guardare all'orizzonte, fattore primario per l'organismo), oppure, nel caso della (falsa) "scomparsa della lordosi lombare" o sua  “rettilinizzazione” (probabile prevalenza di azione delle fibre centrali del muscolo psoas), concentrata tra l’ultima vertebra lombare e la prima sacrale (l’angolo posteriore formato da L5-S1 considerato fisiologico è di ca. 140° - Kapandji I.A., 2002) a cui corrisponde, di conseguenza, un acuto ed eccessivo inarcamento opposto a livello dorsale e, anche qui per la stessa ragione del primo caso, una rettilinizzazione del tratto cervicale.  
In entrambi i casi si avrà, di norma, una posteriorizzazione del baricentro
(centro di gravità) generale corporeo rispetto alla posizione ideale (anteriore alla terza vertebra lombare) e la risultante dei momenti di forza che gravano a livello delle ultime vertebre lombari presenterà verso prevalentemente anteriore. Tale situazione è pertanto in grado di favorire spondilolistesi vertebrali che nei casi più gravi posso accompagnarsi a spondilolisi. Inoltre, spesso l’iperlordosi lombare è accompagnato da rotazioni del bacino sul piano trasverso (con conseguente scoliosi). In base a vari parametri, fra cui sicuramente il corredo genetico, le compensazioni imposte dall’iperlordosi lombare altro non sono che "forzature" che il nostro cervello, tramite il sistema tonico posturale, è costretto a chiedere a sistema connettivo, muscoli, tendini, legamenti, capsule articolari, articolazioni, nervi, organi ecc., al fine di ottenere una postura il più possibile stabile su un terreno a noi non congeniale. Il nostro apparato muscoloscheletrico e il nostro sistema di controllo posturale infatti si sono evoluti, in milioni di anni, per consentirci di adattarci al meglio al terreno naturale, che è sconnesso (non a caso il nostro piede presenta ben 33 articolazioni). Abbiamo visto che l’uomo rappresenta un sistema cibernetico ovvero un sistema in grado di autoregolarsi, autoadattarsi e autoprogrammarsi. Egli, in base alle informazioni ricevute istante per istante dall'ambiente esterno e interno, cerca costantemente di perseguire al meglio l'obiettivo dell'omeostasi (condizione di equilibrio dinamico dell'organismo). Nonostante esso rappresenti il sistema cibernetico per eccellenza va incontro, come tutti i sistemi di questo tipo, a un errore di regolazione/programmazione tendente all'infinito quanto più le variabili di ingresso sono tendenti a zero e viceversa. In altre parole, più le informazioni ambientali che il nostro organismo riceve sono numerose e diverse, più riesce a perseguire una regolazione fine e corretta del proprio funzionamento. E' facile rendersi conto che le variabili di input di un terreno piatto sono nettamente inferiori a quelle di un terreno infinitamente variegato come quello naturale.  
"Il terreno piano è un'invenzione degli architetti. E' adatto per le macchine, non per i bisogni umani (...) Se l'uomo moderno è costretto a camminare sulla superficie piatta dell'asfalto e dei pavimenti (...) viene alienato dal suo contatto naturale e primordiale con la terra. Una parte cruciale del suo essere si atrofizza e le conseguenze sono catastrofiche per la sua psiche, per il suo equilibrio e per il benessere della sua intera persona" Friedensreich Hundertwasser (architetto, pittore e filosofo viennese), 1991.  
Lo stile di vita attuale è anch’esso sempre più "innaturale", spesso fondato su sedentarietà,  stress e alimentazione inadeguata.
La sedentarietà aggiunge alle problematiche posturali la diminuzione di propriocettività e di abilità motoria con ciò che ne consegue. In più, come discusso nel paragrafo sul rilassamento, i ritmi frenetici della vita moderna impongono un eccessivo utilizzo dei sensi esterocettivi, vista e udito, che porta anch’esso a una graduale diminuzione del "sentire" il nostro corpo (dispercezione corporea) lasciando spazio a tensioni inconsce, ovvero permanenti, a danno di articolazioni, muscoli, tendini, organi e sistemi.
Il nostro istinto reagisce alle situazioni di stress preparandoci alla fuga o al combattimento effettuando i relativi adeguamenti fisiologici: aumento del metabolismo (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, sudorazione, respirazione), aumento della concentrazione di zucchero e grassi nel sangue, contrazione dei muscoli scheletrici, confluenza del sangue dalle aree periferiche e dagli organi secondari verso cuore, polmoni, muscoli scheletrici, riduzione delle secrezioni e motilità gastroenteriche, innalzamento della soglia del dolore (betaendorfine), diminuzione dell’attività del sistema immunitario.
Mentre uno stress di breve durata può essere decisivo nelle situazioni di pericolo (stress positivo o eustress), se lo stress si protrae troppo a lungo (stress cronico, negativo o distress) è in grado di comportare disagi psico-fisici anche gravi (inclusa l’alterazione del codice genetico).
Mangiare non serve solo a ricostituire le riserve energetiche e strutturali del nostro corpo ma influenza anche i sistemi di regolazione generale dell’organismo (sistema nervoso, immunitario, endocrino, connettivo), DNA incluso, come ha dimostrato l’epigenetica. Oggi infatti sappiamo che vi è un collegamento stretto tra il cervello e la pancia, garantito sia dalla connessione sistema nervoso autonomo - sistema nervoso metasimpatico o enterico (nervo vago, pelvico e splancnico), sia dalla contemporanea presenza, nel cervello e nel tratto gastrointestinale, dello stesso gruppo di ormoni (somatostatina, neurotensina, oppiodi ecc.). Il cervello enterico è, a sua volta, in stretto collegamento col sistema endocrino, molto diffuso all'interno della mucosa gastrointestinale (sistema GEP gastro-entero-pancreatico), e col sistema immunitario, che presenta qui un'ampia rete linfatica (sistema delle muscose MALT). Il nostro addome si presenta quindi come un importante complesso neuroendocrinoimmunitario integrato che svolge funzioni con un largo margine di autonomia e che, al tempo stesso, subisce pesanti influenze sia dall'esterno (cibo, input visivi ecc.) sia dall'interno (emozioni, convinzioni, abitudini ecc.). Un’alimentazione inadeguata è quindi anch’essa fonte di problematiche fisiche e psichiche.
Ulteriori cattive abitudini di vita quali il fumo, l’abuso di alcolici, la carenza di sonno, l’inappropriato utilizzo della potente energia sessuale, scarpe
inadeguate ecc., così come il contatto con ambienti poco sani (inquinamenti di vario tipo), renderanno la situazione ancor più problematica.
Sempre più la postura risulta implicata in problematiche muscolo-scheletriche e organiche influenzando anche la sfera psichica. La postura dinamica, in particolare, dato l’aumento dei carichi meccanici che comporta (sul collo femorale, ad es. agisce una forza pari a ca. 4 volte il peso corporeo durante la fase di appoggio monopodalico della deambulazione), sarà maggiormente determinante per le alterazioni fisiche.  
Traumi (fisici e ed emotivi) così come disfunzioni organiche primarie sono in grado di amplificare tutti gli effetti negativi descritti.  

Rieducazione posturale                   
E' chiaro che la complessità del nostro organismo richiede un approccio multidisciplinare alla posturologia. Un riassetto posturale infatti riguarda l'organismo nella sua completezza e il protocollo di rieducazione posturale quindi prevede normalmente un'equipe di specialisti in vari settori ma esperti di posturologia che collaborano sinergicamente.  
Solo in questo modo il programma di rieducazione posturale potrà incidere notevolmente nel miglioramento del benessere generale della persona, in maniera funzionale e duratura.
Un corretto approccio rieducativo posturale deve mirare, in ultima analisi, alla normalizzazione del baricentro generale del corpo, sia in statica che in dinamica, tramite input capaci eliminare i blocchi (psico-fisici) presenti non ché di creare nel nostro cibernetico sistema dell'equilibrio nuove e più funzionali strategie motorie.  
Naturalmente la rieducazione posturale sarà supportata da un programma di rieducazione fisica personalizzato che potrà includere, a seconda dei casi,
tecniche manuali, di movimento e di respirazione.  
Data la loro già descritta incisività, sia a livello posturale che globale, sconvenienti atteggiamenti mentali e alimentari andranno opportunamente modificati.  
Il sistema posturale, infine, sentendosi su un terreno a lui più funzionale e libero da blocchi (fisici e pschici), inizierà immediatamente l'adeguamento posturale.  


Obiettivi e indicazioni della ginnastica posturale di massima efficacia
Date le premesse, i miglioramenti che deve perseguire una ginnastica di massima efficacia per l’uomo di oggi sono:
1. Elasticità muscolare e mobilità articolare, tramite specifiche tecniche di allungamento muscolare (distrettuale e globale) e mobilizzazioni articolari, così da prevenire ed eliminare contratture e retrazioni muscolari e preservare l’integrità articolare e connettivale.  
2. Forza e resistenza, attraverso mirati rinforzo muscolare e training cardio-respiratorio, così da “contrastare” in maniera più fisiologica la forza di gravità.  
3. Respirazione, grazie alla rieducazione respiratoria, elemento indispensabile per il benessere dell’apparato muscolo-scheletrico, viscerale e psichico.  
4. Propriocezione e abilità motorie, per mezzo di specifiche tecniche di riacquisizione del controllo del proprio corpo (rieducazione neuromuscolare) e installazione di schemi motori (engrammi) sempre più complessi.  
5. Capacità di concentrazione e autorilassamento, e quindi di gestione dello stress, grazie alla modalità di esecuzione degli esercizi fisici e respiratori, all'aspetto ludico di divertimento, autogratificazione e relax che li accompagna nonchè all’utilizzo consapevole dei condizionamenti neuroassociativi e della visualizzazione.  
6. Postura, equilibrio e movimento, come naturale conseguenza di tutto ciò.  
Ciò comporta, a tutte le età, un aumentato benessere psico-fisico ossia:
• miglioramento del metabolismo generale
• miglioramento della circolazione sanguinea  
• regolarizzazione della pressione sanguinea  
• miglioramento delle funzioni dell’apparato digerente
• miglioramento della respirazione  
• miglioramento della resistenza generale
• ripristino del controllo neurovegetativo e del corretto ciclo sonno/veglia  
• rinforzo del sistema immunitario  
• rinforzo delle funzioni rigeneranti e autocurative
• aumentato rilascio di endorfine  
• eliminazione del sovrappeso corporeo e mantenimento del peso forma
• interruzione dello stress cronico.  
Da non trascurare è infine l’effetto gratificante del piacersi e del piacere di più, grazie al migliorato aspetto estetico.

Indicazioni di una tale ginnastica posturale risultano quindi la cura e la prevenzione dei più comuni disagi muscolo-scheletrici (scoliosi, lombalgie, sciatalgie, cervicalgie, periartriti scapolo-omerali, coxalgie, gonalgie, artrosi, osteoporosi ecc.), circolatori (stasi venose, varici, iper/ipo-tensione arteriosa ecc.), organici (insonnia, alterazione del neurovegetativo e indebolimento del sistema immunitario, problematiche gastroenteriche) e psichici (difficoltà di concentrazione e di memoria, depressione, ansia. attacchi di panico ecc).  


Lunedì - mercoledì - venerdì
dalle 17.30 alle 18.30
dalle 18.30 alle 19.30
dalle 19.30 alle 20.30

Martedì - giovedì
dalle 10.00 alle 11.00
dalle 11.00 alle 12.00

 
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